Diario di bordo di un matematico (?) in Erasmus nel cuore d'Europa

16.11.10

Cose di casa


Tutto è iniziato col tappetino (e anche col fatto che sono approdato qua a Bonn). Un giorno ho deciso che bisognava rendere più accogliente la mia stanzetta e che il primo passo giusto da fare fosse prendere un accessorio irrinunciabile e insostituibile per il bagno, cioè appunto un tappetino da bagno. Ho appreso che i tedeschi devono avere delle regole abbastanza rigide per quanto riguarda i suddetti tappetini da bagno; quando sono andato al Kaufhof ( ≈ Rinascente) e me li hanno mostrati, infatti, ho chiesto se potevo utilizzare anche degli altri panni più in là...

"Nein! Un tappetino da bagno deve essere 50x75cm, mentre quelli sono 70x100! Solo questi!" E così 50x75cm furono. Sono tutto contento del mio tappetino da bagno arancione, che mi ha da subito regalato molto comfort.









***

Ma fin qui, solo progetti. Poi, grazie a un evento non inaspettato ( ≈ passaggio mamma) su cui non mi dilungherò, la "casa" si è riempita di oggetti e attrezzi vari atti a mantenere un'adeguata pulizia e tenere in ordine, normalmente sconosciuti al maschio medio (grazie mamma), e sotto questa spinta detergitrice si è presentata l'occasione per il grande passo: l'IKEA.



Scegliendo i tempi giusti, cioè venerdì sera con l'arrivo della bassa pressione Carmen che ha portato pioggia fitta e quasi ininterrotta per due giorni e allagamenti anche qui in NRW (e ha fatto annegare 150 povere pecore), ci siamo avviati verso Godorf. E va bene che il paesaggio fra Colonia e Bonn è molto urbanizzato, ma qui si esagerava: eravamo in mezzo a una apocalittica raffineria della Shell (che ho poi scoperto ha una superficie superiore a quella di Gibilterra, pensa) !


È una centrale nucleare? È l'apocalisse? Ma che è???

Dalla stazione

Sbuffano minacciose


Ci siamo avviati nell'oscurità in questo scenario da Blade Runner, data la mancanza di un bus di collegamento, l'ultimo dei quali era passato alle 19:47, mentre noi eravamo decisi a sfruttare l'apertura serale. Ora, vorrei avanzare una formale lamentela all'IKEA e al fatto poco tedesco che già a quell'ora, in un punto strategico come quello, mancassero del tutto i mezzi lasciandoci all'andata e ritorno da 20 minuti ciascuna sotto la pioggia. Abbastanza vergognoso e molto poco tedesco. Ma visto che ne eravamo già in "provincia", posso dare tutta la colpa a Colonia e dire che a Bonn è tutto meglio. Punto.

Prima un pasto rigenerante alla svedese, con le Köttbullar, e poi inizia il tour, cercando di non rimanere imbambolati a leggere tutti i nomi svedesi che capitano sotto gli occhi.

Gnammm

C'è tutto!


È sempre bella l'IKEA, con quel suo finale molto industrial (gli enormi magazzini pieni di scatoloni e poco illuminati)  dopo tutte le ricostruzioni carine di interni. Giusto una curiosità: le istruzioni sui prodotti IKEA sono in

inglese, francese, tedesco, olandese, danese, norvegese, finlandese, svedese, ceco, estone, italiano, ungherese, polacco, portoghese, romeno, slovacco, bulgaro, croato, greco, romeno, russo, sloveno, turco, ucraino, giapponese, cinese tradizionale&semplificato, arabo, thailandese (esotico), malese (interessante), 

ma sopratutto kazako. Dico, dove altro vedrete qualcosa scritto in kazako??? E ne ho anche approfittato per guadagnare (oltre a un ombrello rosa a pois) una nuova mascotte: il rattino Bonni, che mi ricorda tanto i simpatici topini notturni del lungofiume o dello Hofgarten (parco dell'università).

Saluta, Bonni!
Per chiudere l'avventura, abbiamo perso per sì e no un minuto il treno/metro per Bonn. Come dice un proverbio bonnese:

Entweder es regnet, oder die Bahnschranken sind runter. 
O piove, o il passaggio ferroviario è sbarrato.

***
Nei giorni successivi è stato di conseguenza avviato e concluso un processo di rinnovamento&arredamento stanza. Ecco il suo principale abitante che si dà da fare.


Già si intravede la disposizione raffinata degli elementi decorativi che dona calore e intimità non disdegnando un tocco di internazionalità, chiaro segno di buon gusto del proprietario. Ma ecco che finalmente ora lascio tutti gli appassionati del settore a una succulenta galleria fotografica, per ammirare la sagacia del suddetto designer d'interni, che in questo momento vi saluta e va a farsi un biscotto, a bersi una coca alla vaniglia (segno di suprema raffinatezza) e ad aspettare una chiamata della rivista Cose di casa - sezione studenti Erasmus.

Willkommen!

Il tappetino dona un'aria signorile


L'angolo Føroyar

Indovinate che sito è?

Area orientamento

11.11.10

Scherzetti


Ebbene, vi annuncio ufficialmente che a Colonia (e Bonn) oggi, 11/11, alle 11:11 è stata dichiarato l'inizio del carnevale!


Niente scherzi! Qui il "carnevale di strada" viene aperto oggi. Cosa o che tipo di carnevale dovesse esserci prima di quello di strada non è ben chiaro. Ma anche così, la notizia mi, e in generale ci (a noi inesperti italiani) ha scombussolato abbastanza. Oggi? È novembre! Carnevale quest'anno sarà a inizio marzo! Quindi... quasi quattro mesi di anticipo? Non ci aspettavamo i tedeschi così festaioli, anche se la guida Touring dice "che una natura quasi mediterranea caratterizza l'abitante di Colonia". Ma di mezzo, che succede? A quanto pare, proprio niente. Cioè, già questa mattina la gente era mezza ubriaca sui treni per andare sul posto e tanti anche in maschera. Purtroppo non ho visto di persona, perché ero a lezione; mi avevano detto che alle 11:11 sarebbe potuto succedere qualcosa di strano, tipo che la gente iniziava a cantare, ma nisba. Continuavano a esserci sempre e solo diagrammi che commutano. Uno dei corsi più barbosi mai visti. L'atmosfera dev'essere tiepidina a Bonn, qui il Carnevale inizia a tempo debito! Nel frattempo, sembra che organizzino sporadiche "Karnevalssitzungen", cioè "sedute di carnevale". Party, per farla breve.
Piccola nota: oggi è anche San Martino, festeggiato in tutta la Germania ma anche patrono di Bonn, e i bambini vanno in giro la sera per le piazze con le lanterne.


Un altro scherzetto di oggi riguarda l'università e la biblioteca. Servizio bellissimo, comodo, perfetto, una biblioteca da favola. Ma oggi mi sono ricordato di restituire un libro di topologia (con tanti diagrammi che commutano dentro). Unica cosa, mi ero accorto di essere in ritardo di un giorno. Vabbe', mi son detto, un giorno, una svista, a Milano chiudono addirittura un occhio, chissà se c'è una penalità... 

Sì.
C'è una penalità.

Il fio della mia (piccola) dimenticanza
Con una certa sorpresa ho appreso che devo pagare due euro alla biblioteca centrale! DUE òiro!!! E se passa una settimana, se ne aggiungono altri 5, e poi dopo settimane e mesi altri e altri ancora, a valanga! E il tutto è completamente automatizzato, quindi niente sconti! Ma è tremendo! Il lato brutale dei tedeschi.




E un ultimo scherzetto (a parte la lampada che mi si è fulminata). Da domani visita di mamma. Già spolverata la stanza e preso il materasso extra. Mi preparo a essere messo in riga!

10.11.10

Ruhr / Der Gasometer



[Resoconto un po' in ritardo del 31/10]

Per alcuni, la gioia
L'esplorazione della Ruhr non era finita con Essen e la Zeche: la zona aveva risvegliato la mia curiosità e così, un po' improvvisatamente ma neanche troppo, dopo una breve esitazione, il mattino dopo mi sono rimesso subito in carreggiata. Mattino si fa per dire, perché ho preso il treno delle 11:01 (importante quel minuto che lascia un po 'di respiro). E così non ho visto di sfuggita l'alba dietro i sette colli (Siebengebirge) come il giorno prima.
La sera prima eravamo infatti riusciti a ritrovarci, dispersi e non, a bere una birretta e spulciare fra i libri del James Joyce, una Kneipe (pub) divenuta ormai punto di ritrovo fisso. Anche qui l'avvicinamento non è stato facile, visto che l'incontro è avvenuto solo a mezzanotte passata. Ma tant'è, siamo riusciti a ricostruire le vicende: mentre una si era ritirata, la Sarah e l'altra amica erano ritornate a Oberhausen, dove già che c'erano si erano lanciate nello schiòpping. Poi, tanto per essere in regola con gli obiettivi di giornata, avevano raggiunto Essen, apprezzando pure lì la sua qualità di Einkaufsstadt. Tutto è bene quel che finisce bene!

Qui si decide la rotta
Ma io ero di nuovo in viaggio, stavolta diretto alla prima tappa e senza cambi intermedi: Duisburg, che ho scoperto pronunciano "düsburg". Probabilmente la grafia è un rimasuglio medievale. Cosa ci si può aspettare da Duisburg? Il mio motivo principale era la zona del porto fluviale interno, completamente rinnovata e messa a lucido, come usa nella Ruhr ora. Duisburg è (secondo la guida) infatti il più grande porto fluviale d'Europa, dove sfocia tutta la produzione della Ruhr. D'altro canto, mi venivano in mente solo pagine di cronaca nera collegate alla mafia italiana del posto e un insieme di casermoni messi lì a fare da dormitorio. Ma evidentemente non avevo imparato la lezione bene. La stazione può quasi confermare il pregiudizio, ma mi sono avviato tutto sommato fiducioso verso il centro...




Sembra strano, ma Duisburg è un porto. E anche un gran porto

Vabbe', la stazione è così così.

Questo di sicuro NON invoglia a visitare Duisburg

La via principale

Più birichina di quel che appare...



Le strade in centro erano completamente deserte e desolate, l'atmosfera da pigra domenica autunnale.

Una piccola sorpresa sono state le tracce medievali abbastanza consistenti, come la cattedrale (centro del vecchio insediamento), l'impianto urbano e le mura che un tempo arrivavano sul Reno, che a quanto pare ha subito uno spostamento nel 1400. Qui ha anche vissuto Mercatore, il famoso geografo (quello della mappa del mondo in cui la Groenlandia sembra metà dell'Africa)!

Lui, il Mercatore

Ingresso del municipio in stile germanico-kitsch ottocentesco

To', un cattedralozzo


Dopodiché è arrivato il pezzo forte secondo la guida: il porto interno! Non so perché, sarà stata l'atmosfera o l'insieme di vecchia industria e nuove architetture e la solitudine, ma ho avuto l'impressione di un breve trip psichedelico mentre passeggiavo lungo la riva.

Lo Schwanentor, ingresso del porto interno. Il ponte si solleva - verticalmente!


Le mura medievali; fin qui arrivava proprio il Reno fino al 1400



Boh?


Un bacino interno

Uno dei magazzini e robe varie riadattati a museo. Dei gran bei casermoni di mattoni



A interrompere questi momenti di contemplazione buffa è irrotta una scoperta sensazionale:

Iéééééééééééééééé


C'è Legoland! C'è un mini-Legoland coperto a Duisburg!!! In preda allo stordimento sono entrato per dare un'occhiata, con gli occhi che luccicavano, e mi sono ripromesso che prima o poi ci tornerò. O, se ci tornerò!!!



Ma il tempo stringeva e bisognava avvicinarsi al vero obiettivo della giornata: il Gasometer di Oberhausen.
Il compianto
Parentesi su Oberhausen: questa era la dimora del compianto Paul der Krake, Paul il polpo. Ora è stato nominato il suo successore (Paul II), e dopo la cremazione creeranno un piccolo santuario. Non mancherò di fare visita a questo nuovo centro europeo del trèsc (che è fra l'altro un gran bell'acquario).
Dunque, il Gasometer è ovviamente un gasometro (ce ne sono anche in Bovisa!). Però non è un gasometro normale, bensì uno di proporzioni gigantesche che hanno deciso di piazzare in mezzo alla Ruhr alla fine degli anni '20, per immagazzinare il gas, prodotto dalla "capanna della buona speranza" (Gutehoffnungshütte) e usato per la produzione di carbone (Gichtgas), in eccesso. Cioè, ne avevano davvero tanto, di gas in eccesso. Ma tanto davvero. E insomma, hanno messo su questo enorme bidone di latta, il più grande d'Europa (anche questo, sì), che dovette poi subire i bombardamenti della seconda guerra mondiale ed essere rimesso a nuovo. Ora ospita delle mostre, ma per me è più che altro un pretesto per osservarlo da vicino... ma non è che da lontano non si noti già.

Ecco da cosa si deduce che sono un paese avanti: dalla pubblicità dei Dimmu Borgir in stazione!!!

L'area per fumatori in stazione!

Atmosfera particolare nella stazione di Duisburg

È lui!

Esso

Urc
Prendere le scale o l'ascensore?


Il coso è alto circa 117 metri, largo tanti (almeno un 20-30) e originariamente il suo tetto era mobile, permettendo di modificare all'occorrenza pressione e volume (grazie Fisica II).

Al momento l'esposizione è sulle meraviglie del sistema solare, e contiene un sacco di foto molto belle e anche insolite dei vari pianeti. Lo spazio all'interno è suddiviso nel piano terra di pochi metri d'altezza... e tutto quello che rimane sopra (100+ metri), con delle passerelle sopraelevate. E la più grande luna sulla terra...


Il Sole al centro di tutti gli altri pianeti; la Terra dietro!

La più grande luna sulla terra: minimo 20 metri di diametro, sospesa nel vuoto...

La piattaforma e l'ascensore

Si intravede il tetto...

Lo spazio espositivo


Accompagnato nella semioscurità da una musica "cosmica" (UuuooOOOoOOOuuuOOoonnn...), è ora di salire in cima, con timore reverenziale. Prendo l'ascensore che corre lungo la parete interna. E mi preparo a soffrire di vertigini, come al solito. Ma almeno ci provo! Mi si presenta questo panorama.

Improvvisamente diventa minuscola, da sopra...

Dalla gabbia... non so se riuscirò a fare molti passi verso l'alto

La Ruhr, nient'altro che la Ruhr




Più vicino all'originale



***

E così, ancora colpito dall'esperienza e dalla vista "infernale" della Ruhr, mi dirigo verso la tappa finale d'alleggerimento, prima del ritorno a Bonn: ancora Essen, per godermi l'inizio delle settimane della luce! E, tempo permettendo, lo spettacolo dei fuochi d'artificio "a ritmo di musica" (sono un po' scettico...). Qui noto come, dopo la desertaggine di Duisburg e la tranquillità e i tifosi di calcio di Oberhausen (serei B), verso sera siano spuntati fuori i vari appassionati di Halloween, che girano conciati per le strade urlando ai passanti agitando clave finte. Divertentissimo.

La stazione del bus, ancora a Oberhausen


La Zeche!




Ricordate la piazza al termine del centro?

Pécs, l'altra capitale della cultura europea


E anche Istanbul

Quello che intravedo dei fuochi...


Si ritorna definitivamente! E questa volta non posso lamentarmi con la DB. È filato tutto liscio e prima degli ultimi treni mi permetto una zozzeria dolce per accontentare lo stomaco prima di un vero pasto... lo Streusentaler! Una specie di biscottone strabordante di glassa e zucchero (che chiaramente non riuscirò a finire)! Gnamm! Ciao ciao, Ruhr, ritornerò!

'na zozzeria